La mappa del tesoro, la X è sul consulente...
Va bene, sono Francesco de Francesco, dello studio Fradèfra Insight, sono un consulente per la crescita delle persone, in vari ambiti.
Nome della fidanzata, il colore dei miei occhi e cosa mi piace fare nel tempo libero, te lo scrivo sui social (mi trovi ovunque cercando fradefra).
Ci spostiamo su argomenti più attinenti?
Sono innamorato della formazione, che dal 1985 porto avanti a volte come lavoro principale, a volte come secondario, ma ha sempre fatto parte della mia vita. Mi pare di averne scritto sul mio profilo personale.
Però questa cosa te la riporto anche qui, perché incide molto sul mio modo di lavorare come consulente.
Se mi viene fatta una domanda con risposta specifica, io rispondo, ovvio, ma tendo sempre a far in modo che la persona impari un criterio, un metodo, per non dovermi più fare la stessa domanda o domande simili.
Mi piace che le persone crescano non tramite le mie risposte, ma tramite l'acquisizione di criteri e metodi.
📌 Un consiglio. Ogni volta che chiedi qualcosa ed ottieni una risposta, fai una contro-domanda: perché?.
A questo punto è facile arrivare a descriverti i miei obiettivi personali, ovviamente anche guadagnare, non sono il buon samaritano della situazione, ma mi piace guadagnare dandone un motivo alle persone che assisto.
Quindi, lasciando perdere l'aspetto economico, il mio obiettivo principale è che la persona cresca, che arrivi al giorno di non aver più bisogno di me, salvo altri progetti in apertura.
Tutto ciò che faccio, lo faccio coerentemente con questo e sono arrivato a rifiutare delle consulenze e interromperne altre, perché non vedevo la crescita.
Altri miei obiettivi: portare equilibrio, dare alternative, estendere gli orizzonti. Potrei scriverne per ore, la pagina diventerebbe lunghissima, scrivimi in chat, due chiacchiere possiamo farle in ogni caso.
📌 E già che ci siamo, non può mancare una pillola: impara a far domande, perché ogni domanda non fatta è un'occasione persa. Se mi scrivi, ti invio un documento che ne tratta.
La consulenza per me è sempre distinta dal mentoring e dalla consulenza decisionale. Questi due sono basati principalmente sul mio ascolto della persona, con qualche intervento qua e là, la consulenza invece mi vede spesso molto più attivo.
Ho iniziato a far consulenze nel 1985, mi pare che la Henkel sia stata delle mie prime aziende clienti. Compresi subito che le persone vogliono ovviamente raccontare, ma poi si aspettano che sia il consulente a parlare.
Lasciamo stare se debbano essere opinioni, consigli, formazione, ecc. Fatto sta, che non si aspettano un consulente che stia solo ad ascoltare.
Giusto o sbagliato non importa, invece per me conta che se dico qualcosa, questo qualcosa deve avere una fonte, una motivazione, una possibilità di controllo e spesso una misurabilità.
Materialmente il più delle volte siamo seduti, a distanza in videoconferenza, molti direbbero online, a volte in presenza nel mio studio a Montagnana, spesso nella sede del cliente (la Henkel era a Milano).
Giulia mi disse "Sì, lo so che potremmo fare tutto a distanza, ma preferisco sostenere le spese di trasferta e venire da te e far tutto in presenza". Nell'ambito del management, Giulia decise così nel 2024.
Tra un appuntamento e l'altro, c'è sempre mezz'ora di distanza. Per me è importante avere una quindicina di minuti per lo switch. Iniziare un incontro con nella mente la coda del precedente, non mi fa bene e non fa bene alla relazione.
Se una cosa non la so, dico chiaramente di non saperla, dando indicazione o ripromettendomi col cliente di studiarla (magari assieme).
Opero sempre secondo le Norme vigenti in Italia ed almeno in Europa, a volte anche quelle USA dato che spesso ho lavorato negli Stati Uniti.
Lavoro poche ore al giorno (sei, poche secondo molti) e solo quattro giorni a settimana. L'orario di disponibilità è molto ampio, come si può vedere in coda ad ogni pagina, ma io fisso gli appuntamenti in modo da non superare i range indicati. Per me è importante la lucidità mentale, il riposo, la disponibilità all'attenzione ed ascolto. Non devo aver sonno o essere troppo stanco.
Gli orari per me sono vincoli importanti, iniziando da me stesso. Credo che ci siano due o tre persone in 45 anni di lavoro a poter riportare un mio ritardo.
Mia regola concettuale: mi piace guadagnare e concedermi dei lussi, ma solo se questo è bilanciato da vantaggi reali e misurabili delle persone che assisto.
A quanto già previsto dalle leggi italiane per l'operato di un consulente, a maggior tutela delle persone che assisto io aggiungo un modulo per la privacy e un consenso informato, per la massima tutela.
Ovvio, tutto è sempre sottochiave, magari metaforicamente perché si tratta di password, nomi, cognomi, ogni cosa è tutelata informaticamente, in termini di riservatezza e di protezione fisica del dato.
Questo è ciò che garantisco a te, perché è ciò che vorrei si garantisse a me.
Mi sono dato dei "limiti" alle richieste che accetto.
Quando ritengo che un certo argomento sia pertinenza di uno psicologo o di uno psichiatra, ne consiglio caldamente la consultazione alla persona che assisto.
In certi casi, ad esempio drammi, disturbi della personalità, violenze, mi rifiuto di dare consigli, perché la mia esperienza mi ha insegnato quanto possano essere dannosi consigli dati, pur con tutte le più buone intenzioni, da persone che di mestiere non si occupano dello stato psicofisico.
Un altro settore escluso dal mio dominio è il finanziario. Pur avendoci lavorato per anni, ho deciso di non volermene più occupare. Ok, so che pare strano, è persino ritenuto un ambito remunerativo, non fa per me. Per gli stessi motivi ho deciso di non occuparmi di gaming e sport.
Come consulente per la crescita io mi occupo principalmente della persona, perché so che crescendo la persona, cresceranno anche la sua vita professionale, quella manageriale e quella imprenditoriale.
Solo per una miglior demarcazione commerciale, nel menu del sito ho voluto distinguere la crescita personale dalla crescita professionale, da quella manageriale e da quella imprenditoriale. Cambiano l'ambito, gli esempi, i casi, ma la tecnica, le "regole" ed i criteri sono gli stessi.
Crescita: che sia famiglia, relazione, negozio, ufficio, laboratorio, azienda, per me è sempre la persona a crescere.
Dato che ho il diritto di scegliere, ho deciso di non accettare alcune richieste e relative collaborazioni.
Non accetto consulenze che non siano di mia pertinenza. Non mi piace improvvisare, non fa bene al cliente, ma neppure a me. Se non mi sento del tutto in grado, cortesemente rifiuto e indico altri miei colleghi. Ad esempio, l'ambito legale, dove posso dare qualche indicazione, ma non sono un avvocato.
No a qualunque discriminazione di genere, religione, razza, fede politica, età. Chiunque può essere mio cliente avendo lo stesso trattamento e non lavoro con chi non sento in sintonia con questo mio valore.
A volte è la mancanza di sintonia a farmi dire no, sempre gentilmente, ad un certo progetto. Tra consulente e cliente deve stabilirsi una relazione che è parte integrante del rapporto professionale. Se questa relazione non può crearsi, io preferisco rinunciare alla consulenza.
📌 Un ultimo consiglio: non forzare mai un fornitore a lavorare con te, anni di esperienza mi hanno mostrato che non va quasi mai a finir bene.
Provo a rileggere, sì, mi pare d'aver scritto tutto. Se qualcosa ho dimenticato, scrivimi su WhatsApp.
A te, che hai avuto la pazienza di arrivare sino a qui, ti invito a controllare sul menu cosa potrebbe soddisfare le tue esigenze, in particolare la pagina con le letture, che raccoglie altri articoli, quindi ti auguro buon lavoro.