Calma, empatico distacco e obiettività sono le vere virtù dei forti.
Parliamo di una serie di incontri di consulenza alle persone che hanno deciso di crescere come manager o direttore. Di solito un primo incontro conoscitivo, poi si procede in base agli accordi presi.
Se sai di cosa stiamo parlando, puoi già andare alla pagina dei prezzi con le mie tariffe e contattarmi, evitando di leggere tutto il resto della pagina.
Se invece vuoi informazioni o hai curiosità, prosegui con la lettura. Ti fornirò degli elementi descrittivi di queste consulenze, del punto di partenza e degli ipotetici argomenti, di cosa non è, degli errori da evitare, il tutto tra anni ’80, sorrisi, nazioni in cui ho lavorato e qualche pillola qua e là.
Anzi, a proposito di aneddoti e di anni ’80, il direttore di una banca a cui davo consulenza a Milano, una volta mi chiamò “…giovane leone…” perché arrivai con un minuto di ritardo all’appuntamento che avevo con lui. Devo dire la verità, me lo disse bonariamente, ma credo di poter affermare con certezza, che da allora io non sia mai più arrivato in ritardo ad un appuntamento.
Cosa intendo con crescita? Presto detto. Se una persona mi sottopone un problema e mi chiede una risposta, gliela do anche, ma per me questa non è crescita, perché la prossima volta che avrà un problema simile, mi porrà una nuova domanda e sarà sempre così.
Per me crescita, invece, vuol dire che io suggerisco un metodo o due, con vantaggi e svantaggi, indicando dei criteri di applicazione degli stessi. Il metodo ti consente di arrivare alla risposta per conto tuo, magari col mio aiuto, ma in modo da non aver più bisogno di me la prossima volta che ti troverai a dover affrontare un caso simile.
Una pillola subito? Fai un esercizio, scrivi su un foglio l’elenco delle attività in cui la tua crescita personale non porterebbe benefici. Non troverai molto da scrivere.
Per come la vedo io, la crescita è crescita, a prescindere da tutto. Un manager è prima di ogni cosa una persona, con un suo modo di procedere, sue caratteristiche e suoi talenti.
Nei primi anni 2000 ero socio di ADICO (Associazione Italiana Direttori Commerciali, Vendite e Marketing) e loro formatore. Con Mariuccia Mauri, all’epoca Direttore Generale dell’associazione, se ne parlava sempre: crescere nell’azienda significa comunque crescere personalmente.
Quando una persona cresce, tutto ciò che gli sta attorno lo fa. Crescerà in termini professionali, in termini direzionali e ovviamente in ambito imprenditoriale, se è un titolare.
È vero anche l’inverso. Faccio fatica a pensare che una persona possa crescere in termini manageriali, se non cresce in termini personali. Seguire un MBA alla Bocconi, serve solo fino ad un certo punto, se poi non si è in grado, ad esempio, di restare lucidi, di mantenere la calma, di non farsi prendere dagli eventi.
Lungimiranza, capacità strategiche, leadership, consapevolezza di sé, sono aspetti fondamentali, che vanno acquisiti ed allenati, mentre ci si forma su un piano prettamente amministrativo, gestionale, ecc.
Allora perché parliamo di crescita manageriale? Perché lo facciano gli altri non lo so, ma io ne parlo nel senso che per me è l’ambito in cui si vogliono vedere applicati gli effetti della crescita, che ne orientano la visione specifica. Quindi, crescita manageriale perché sono una persona che sta crescendo e nello studio Fradèfra Insight affronto principalmente esempi e casi legati alla mia managerialità. Tutto qui.
Correvano i primissimi anni 2000, il titolare di un’azienda con cui la mia aveva un contenzioso che io dovevo risolvere, durante una riunione chiamò la sua segretaria e con molta calma le disse “Franca, puoi cortesemente accompagnare il dott. De Francesco alla porta?” Poi però il giorno dopo dovette chiamarmi per chiedermi come risolvere la situazione e ringraziarmi per l’aiuto che io gli feci dare dai miei reparti. Così, pur risolvendo la situazione, ho provato la bella esperienza di essere cacciato gentilmente da una riunione. Scrivimi se vuoi conoscere tutta la storia, divertente.
Quando parlo di crescita professionale, quindi, o di crescita imprenditoriale, le consulenze relative le trovi sul menu, lo faccio solo perché cambia l’ambito, non il cuore del percorso.
La crescita per me è sempre personale, ma potrà capitare che si parli di più di una professione, nell’ambito della prima consulenza o di imprenditoria, azienda, negozio, locale o officina che sia, nella seconda.
In questa, invece, i temi sono più legati al gestire dall’alto attività che non sono tue in termini di proprietà.
Sono i casi che cambiano, non il succo.
Anche qui, subito una pillola: non confondere il mestiere con la gestione. Voler crescere nel proprio mestiere è legittimo, ma non ti porta ad essere un manager.
Ok, lo so, a volte può essere utile qualche esempio, per capirsi meglio, quindi te ne espongo qualcuno, senza pretesa di esaustività.
Magari tu hai un’esigenza completamente diversa, va bene, scrivimi, i riferimenti sono in fondo alla pagina.
A lungo termine gli obiettivi li decidi tu, magari con qualche mia indicazione se la vuoi, su questo non ci piove.
Sul breve, invece, alcune cose io penso siano importanti. Ad esempio, da ogni seduta dovrebbe emergere qualcosa di pratico, un piccolo step in avanti, un consiglio, un aspetto che prima non si era visto, un minuscolo cambiamento da applicare dal giorno dopo.
Ho sempre pensato che da una riunione dovesse uscire almeno una decisione (e non solo la data della successiva). Vale anche per la crescita, manageriale o personale che sia. Piccoli step, piccoli gradini saliti, uno alla volta, incontro per incontro.
Per inciso, vari aspetti del “setting” degli incontri hanno questo scopo. Quando a fine anni ’90 tenevo corsi di project management, una delle cose che insegnavo era proprio che le riunioni dovevano avvenire sempre nella stessa stanza, sempre con gli stessi arredi, sempre con gli stessi criteri. Questo facilita la presa delle decisioni. Strano vero? Te ne parlo nel primo incontro, se la cosa ti interessa.
Crescere significa acquisire un metodo e dei criteri, saper valutare, saper decidere. L’obiettivo di questa consulenza non è dare risposte a domande specifiche.
Esempio: “Cosa rispondo a questa persona che mi ha chiesto se domani può restare a casa?". Io invece spiego come si arriva alla risposta, non do la risposta, perché in casi come questi, ci sono mille elementi da valutare.
In sostanza, crescita manageriale non significa imparare ad applicare una formula, bensì imparare quali siano le formule da applicare.
Nelle mie esperienze passate tante volte l’ho visto, durante questi incontri le persone tendono a raccontarmi aspetti delicati di ciò che fanno, temi personali, a volte anche cose intime.
Se decidi di parlarmi di problemi che hai in azienda, potrebbero esservi considerazioni di privacy e riservatezza.
A tua tutela, compiliamo dei moduli appositi, in modo da ufficializzare la nostra relazione con i dovuti vincoli.
Nella mia esperienza, troppe volte questo aspetto è stato sottovalutato, ci tengo a non farlo io.
Di solito il primo incontro, seppur conoscitivo, ha già un suo scopo predefinito: inquadrare tutti gli aspetti, definire una strategia complessiva, capire la frequenza necessaria per i successivi incontri.
Ci vediamo come preferisci: online con Meet di Google se sei distante da Montagnana (PD), se invece abiti vicino puoi anche venire in presenza nel mio studio.
Ad oggi quasi tutti preferiscono gli incontri remoti, a me va bene, io già dal 2009 lavoro spessissimo così. Non casualmente il Covid a me non creò nessun problema, sotto il profilo professionale.
Come ti ho accennato all’inizio la tariffa oraria è sulla pagina dei prezzi, puoi seguire il link che ti ho dato o trovarla nel menu.
Ho un video in cui parlo di come attrezzarsi e come organizzarsi per gli incontri a distanza. Se vuoi te lo passo, scrivimi. E no, non basta avere la webcam, questo è quello che credono tutti.
In tema di crescita manageriale, però, in attesa del primo incontro alcune cose da evitare, a prescindere, te le indico già qui. Considerale una sorta di omaggio.
Credo molto in questo lavoro, anzi, per dirla tutta, non lo considero affatto un lavoro.
Proprio per questo, ogni tanto mi capita di “rifiutare” una richiesta. Quasi sempre è perché una relazione di questo tipo si fonda sulla sintonia. Conta poco quanti corsi io abbia frequentato, quanti libri letti, persino quante referenze abbia. Se non c’è sintonia, la relazione produrrà poco.
Un paio di volte m’è successo e ho preferito non iniziare neppure.
Da poco ho deciso di mettere questa sezione sulle pagine che descrivono i miei servizi. Ho iniziato un paio d’anni fa quando una persona mi chiese appunto “Frà e dopo che si fa?”.
Ebbene, per me la relazione resta sempre aperta. Il mio contatto WhatsApp lo avrai, nessuno ti chiederà mai di pagare una consulenza per farmi una domanda a cui posso velocemente dare una risposta.
Nel gruppo WhatsApp in cui puoi entrare se lo desideri, spesso giro informazioni, video e considerazioni legate alla crescita.
Ci sono anche due miei servizi che gestiscono le code: Supervisione Generale e Mentoring, fatti apposta per chi vuole un incontro a frequenza più rada per monitorare il proseguimento.