Due studi affiancati, uno del consulente per la crescita, l'altro di uno psicologo. Una persona di spalle guarda entrambe le porte. Disegno di Francesco de Francesco per Fradefra Insight. La crescita personale contempla aspetti psicologici: per questo lavoro spesso in team con un professionista.

Crescita e psicologia

Pensando alla relazione tra crescita e psicologia, nell’ambito delle mie consulenze e dei percorsi delle persone che assisto, ho scelto di seguire un criterio.

Dato che il confine a volte non è facile da distinguere, ho preferito porre dei paletti.

Il mio obiettivo è aiutare la persona a crescere e per raggiungere quest’obiettivo a volte si deve lavorare in team e qualche volta anche lasciare spazio del tutto a professionisti di altre discipline. In questi casi, il mio supporto è proprio nella ricerca del nuovo professionista.

Il punto di partenza è che io ho deciso di suggerire alla persona che assisto di rivolgersi ad uno psicologo, quando si verificano alcune cose. Questo perché per me è importante che la persona sia tutelata al meglio.

Qui ho scritto psicologo, ma naturalmente in alcuni casi la persona potrebbe preferire uno psicoterapeuta ed in qualche caso serve anche uno psichiatra.

Vi sono disturbi, infatti, così come neurodivergenze e traumi, che devono essere gestiti da professionisti del settore. Ci sono segnali che mi fanno capire che il lavoro da fare non è il mio — certi pattern emotivi ricorrenti, alcune neurodivergenze come ADHD o Asperger, tratti che riconducono al borderline o alla bipolarità. Non faccio diagnosi, ma ho abbastanza esperienza da capire quando il punto di leva non sono io. In alcune situazioni e solo concordando con i terapeuti, io posso gestire aspetti collaterali.

Naturalmente il tutto avviene nel pieno rispetto della privacy della persona e col suo esplicito consenso.

In un certo senso, tutto ciò è parte della crescita personale, ma non solo. Anche un imprenditore e un manager dovrebbero accettare l’idea che potrebbero averne bisogno, perché in molte situazioni mantenere calma ed equilibrio è fondamentale. In fondo, dalle decisioni di un direttore possono dipendere le vite di molte persone.

Praticamente cosa succede?

Se ho dubbi, io mi informo con lo psicologo con cui sono in contatto, senza dare i riferimenti della persona, fornisco qualche indicazione e chiedo se ha senso che io esprima il mio pensiero all’interessata.

Durante uno degli incontri, alla persona chiedo se ha già seguito un percorso, se pensa di intraprenderne uno, se me lo chiede, do il mio parere.

Solitamente, inoltre, consiglio che lo psicologo sia cercato in zona, ma ovviamente alcune persone potrebbero scegliere di rivolgersi a qualcuno online, con sedute a distanza. A volte il motivo non è che ci siano o no professionisti in zona, ci sono persone che non hanno troppa voglia di uscire di casa. Incontrarsi in videoconferenza a volte è motivato da ciò.

A questo punto, si decide come proseguire con me. A volte il percorso si sospende, a volte prosegue in parallelo. Ogni caso è diverso, va verificato l’iter migliore in base al contesto ed alle esigenze della persona.

In queste situazioni, previo consenso della persona assistita, mi coordino con il professionista che ha scelto per lavorare in team, tenendoci costantemente allineati su quali aspetti io possa gestire e quali lasciare a lui. Tipicamente l’ambito personale lo tratta il terapeuta, quello professionale io, ma non è una regola fissa.

Sapere che aspetti importanti del proprio essere, come l’ADHD o l’essere nello spettro autistico, sono seguiti da un terapeuta specifico, mi consente di procedere più tranquillamente sui fattori corollari, con la garanzia di lavorare anche sulle cause e non solo sui sintomi. Capita spesso, infatti, che problemi professionali siano dati da questi stati della persona, quindi se da una parte si attivano procedure, attività e controlli in ambito lavorativo, dall’altro la persona deve acquisire strumenti personali.

Ho molti anni di esperienza nella crescita imprenditoriale, professionale e personale: questo modo di procedere è quello che maggiormente tutela la persona che si era rivolta a me.

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