La scrivania in Cedro del Libano dello studio Fradèfra Insight di Montagnana, dove Francesco lavora sulla gestione dello stress. Primo ingrediente della ricetta per ridurre lo stress: volerlo fare!

La gestione dello stress

Durante i tanti anni di corsi di gestione dello stress, prima ancora di chiedermi cosa fosse, le persone mi chiedevano “Frà come posso gestire lo stress?” o “ma lo stress è veramente così dannoso?” o ancora “posso ridurre lo stress?”.

Il mio primo corso fu, se non ricordo male, in presenza nel 2019, all’epoca il mio studio era a Verona. Ormai da anni li tengo online, usando Meet di Google come sistema di videoconferenza, dal mio studio di Montagnana.

Dato che di questi corsi ne faccio pochi, di solito uno all’anno, ne parlerò un po’ durante le lezioni di High Castle Courses, ho pensato di scriverti questa pagina per metterti assieme un po’ di informazioni.

📌 Una prima pillola te la do subito, la risposta che molte volte ho dato ad una domanda (che non riporto, ma la puoi immaginare): non credere, non fare quest’errore, di poter vivere in condizioni di stress perché sei sufficientemente forte. Il conto verrà presto o tardi presentato.

Cos’è lo stress

Prima di parlare di come tu possa gestire il tuo stress, se ne hai, vale la pena di capire cosa sia esattamente.

Premetto che ho scritto una pagina sulla definizione di stress, così qui non ti distraggo dal tuo interesse principale (contenerlo), però almeno una descrizione accademica sommaria dove darla.

L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) riporta: “Lo stress è uno stato di preoccupazione o tensione mentale causato da una situazione difficile, che si attiva nel momento in cui agenti interni o esterni vengono percepiti dall'organismo come una minaccia”.

📌 Una considerazione: se ti ritrovi a parlare di stress, salvo che tu non sia un docente, vuol dire che lo stress fa parte della tua vita. Meglio saperlo.

Definizione pratica di stress

In pratica, al di là del fatto che tu ti stia organizzando una vacanza o tu stia cercando un nuovo lavoro, o che tu abbia un trasloco in corso, se il livello di preoccupazione o la tensione o lo sforzo cognitivo o il timore, superano una certa soglia, lo chiamiamo stress.

Una importante precisazione. Lo stress non è né positivo né negativo. Ha una sua funzione.

Un picco di stress non porta all’ospedale. Il problema è quando si vive in costante situazione di stress. Questo è dannoso.

📌 Un trucco che può aiutare? Non procrastinare, datti sempre del tempo per muoverti in anticipo. Spesso la fretta è la principale causa di stress.

Effetti organici collaterali

Nella pagina in cui parlo dello stress, ti ho già indicato un elenco di effetti organici negativi, qui te ne riporto giusto uno: alterazione della comunicazione tra cervello e sistemi endocrini e metabolici.

Questo effetto da solo, può darti l’idea che lo stress ha su tutto il corpo.

📌 Un errore da evitare: non capire che risparmiare sul costo della riduzione dello stress, farà spendere molto di più dopo per curarsi.

Effetti psicologici collaterali

Ovviamente vi sono anche effetti negativi anche in termini psicofisici e psicosomatici, qui ti riporto ansia e depressione e disturbi del sonno.

📌 È già facile solo con questi due effetti negativi darti un consiglio: le conseguenze dello stress costano molto di più dello psicologo che ti può insegnare a gestirlo.

Effetti negativi indiretti dello stress

Esistono poi gli effetti indiretti, che se non sono causa dello stress in sé, lo mettono in cima alla catena di responsabilità.

L’ansia e la depressione, certamente non possono fare troppo bene alla tua professione ed in generale al lavoro. Non credo ci sia bisogno di spiegazioni.

Il dormire male e poco, sicuramente non farà bene alla lucidità ed alla capacità di prendere decisioni.

È facilmente dimostrabile che numerosi problemi della vita di ogni persona, siano collegabili allo stress. Se lo stress non ne è causa diretta, lo è del peggioramento delle condizioni, della difficoltà di guarigione e della mancata crescita della qualità di vita, ecc.

Indirettamente, alcune cose le ho scritte in altre pagine che trovi riepilogate su letture sulla crescita. Buona lettura.

Confine con la psicologia

Il fatto che molti psicologi abbiano lo stress come principale argomento delle proprie sedute con i pazienti, già da solo consente di capire quanto questo incida nella propria vita e quando sia importante che si acquisiscano gli strumenti necessari alla sua gestione.

Proprio la delicatezza del tema, ha fatto sì che da subito io abbia deciso, su questi temi, di collaborare con uno psicologo, tracciando delle linee di demarcazione tra cosa è competenza sua e cosa posso gestire io.

Ad esempio, la parte scientifica nei miei corsi la facevo tenere ad uno psicologo, proprio per questo, come uno psicologo certificherà queste due pagine che ho scritto sul sito. Di queste collaborazioni ne ho scritto sulla pagina Crescita e Psicologia.

Sono temi che meritano il massimo rispetto e attenzione, nelle fasi divulgative.

Analisi, diagnosi, strumenti personali, sono competenza di uno psicologo. Definizione dei problemi nel mondo del lavoro, possibili criteri organizzativi atti a ridurne la formazione, check di controllo, sono invece ambiti miei.

Un esempio di checklist sul reMarkable, buon sistema da usarsi per ridurre lo stress in ambito lavorativo.

Cosa fare per gestire lo stress

Tracciamo una linea di demarcazione: una parte dello stress si forma al tuo interno, per la tua natura, per il tuo funzionamento, per le tue esperienze pregresse. Questo è competenza di uno psicologo.

Dall’altra parte abbiamo invece lo stress che si forma per il tuo ambiente lavorativo e su questi temi ti do alcune indicazioni.

Organizzazione è la parola chiave, che non risolve da sola, ma aiuta moltissimo. Lavorare in un ambiente organizzato riduce lo stress. Sempre.

  • Manuali operativi, procedure ed istruzioni;
  • alberi gerarchici e strutture definite;
  • checklist di controllo;
  • definizione di ruoli e mansionari;
  • iter comunicativi ottimizzati;
  • turni lavorativi e riposi secondo norma;
  • massimo numero di ore a attività stressanti consecutive.

Sono tutte cose che al di là di innumerevoli vantaggi professionali di tipo produttivo ed economico, comunque riducono lo stress, in molti casi anche significativamente.

Ci sarebbe molto altro, ma qui ho voluto darti le prime indicazioni, per stimolare un brainstorming che possa produrre, in base al tuo lavoro ed alle tue esigenze, altre cose fattibili per consentirti una migliore gestione dello stress, tuo o del team di cui fai parte.

Errori da evitare

Mi fermo a riflettere su questo argomento, gli errori da evitare. Già, perché sono così tanti che è impossibile indicarli su una pagina. Mi serve del tempo per fare almeno una prima selezione.

Eccone alcuni:

  • pensare che basti impegnarsi un po’;
  • credere di poter sopportare lo stress;
  • non leggere i segnali che il corpo ti manda;
  • ignorare che il semplice comunicare con altre persone alza lo stress;
  • mirare ad azzerare lo stress;
  • far diventare la norma, operare sotto stress;
  • ignorare le sue conseguenze.

Per colpa del credere di poter vivere sotto stress, ho visto persone svenute, reparti chiusi, coppie distrutte, contenziosi infiniti. Opero nel mondo delle aziende dal 1981. Potrei scrivere un libro pieno di aneddoti imputabili allo stress. Per quanto mi riguarda, so già che sul mio bigliettino nella mia prossima vita ci sarà “Francesco de Francesco - psicologo clinico”.

Prima di lasciarti, un regalo. Se mi scrivi, ti do tutto il materiale dei vecchi corsi, magari può esserti utile