Chi sa lavorare, spesso non sa organizzare, chi organizza, non necessariamente sa fare. Ecco perché servono entrambi.
Inizio subito rispondendo alle domande che più frequentemente mi venivano fatte su consulenze di organizzazione aziendale e simili.
Tutto è al passato perché ho chiuso lo studio Fradèfra Insight. Ho quindi cessato di far consulenze, ma rispondo gratuitamente negli incontri online del Mentoring by Fradèfra, a cui puoi partecipare e dove, partendo da un tuo problema o da un tuo racconto, ti ascolto e possiamo confrontarci. Sulla pagina che ti ho indicato trovi tutte le informazioni.
Negli anni mi sono accorto che l’azienda è l’estensione della mente di una persona, può essere chi l’ha fondata o chi la conduce oggi. Proprio per questo, a volte con il cambio generazionale o di management, le aziende poi cambiano a loro volta.
L’organizzazione di un reparto, dipartimento, azienda intera, nasce dal creare ordine nei pensieri di chi li dirige.
Può il titolare di un’impresa essere disordinato ed avere un'azienda organizzatissima? Sì, certo, quando l’affida ad un manager che sia ordinato!
Questa è la cosa di cui quasi sempre parlavo alle persone che assistevo con la mia consulenza imprenditoriale.
📌 Pillola: se vuoi mettere ordine tra i tuoi reparti, inizia da te. È più facile e garantisce risultati migliori e più durevoli.
Le aziende sono costituite da persone, non da robot. Sono le persone a dover essere organizzate, solo dopo, quello che fanno.
I pochi insuccessi che ho visto in ambito organizzativo sono quelli di progetti avviati senza tener presente che si parlasse di persone.
📌 Pillola: uno dei problemi maggiori è il carico cognitivo, ti consiglio di leggere la pagina gestione dello stress. Nella pagina delle letture vi sono altri articoli che potrebbero collegarsi a questi aspetti.
Francesco, mi aiuta a riorganizzare l'IT? - mi chiese Paolo, a fine anni '90, tra un cambio lira/euro e un millennium bug. Risposi di sì, ma iniziai con un mese e più di analisi.
Bisogna capire cosa succede e perché, prima di fissare nuove specifiche e cambiare. Troppo spesso, cose sbagliate hanno in realtà un senso, quindi prima di modificarle occorre valutarne gli effetti collaterali.
Questa è una delle motivazioni per cui spesso andavo presso le sedi dei clienti, l'analisi andava fatta sul posto, impossibile farla online o in remoto. Due o tre giorni quasi sempre erano necessari, a volte poi delegavo il resto a persone interne che continuavano.
Da Montagnana, prima ancora da Verona ed all'inizio da Milano, a distanza, invece, seguivo altri aspetti del progetto.
Come si parte? Ogni caso è a sé, però alcune cose sono generali e si applicano quasi sempre.
Una riunione dell'alta direzione per condividere obiettivi e strategie.
Una seconda riunione, a livello di capi reparto, per illustrare il progetto e coinvolgerli.
📌 Pillola che mi insegnò negli anni '80 un mio vecchio capo: "un buon capo è quello che ha compreso quanto gli siano indispensabili i suoi capi reparto".
Un manuale organizzativo ha millecinquecentoquarantasei vantaggi e un solo svantaggio: il costo.
Per me è fondamentale, non c'è organizzazione senza manuale. Procedure, istruzioni, nodi e backup.
A proposito del backup, ricordo che in Citibank mi insegnarono che non si andava a pranzo tra colleghi dello stesso ufficio, per far sì che l'ufficio fosse sempre presidiato. Il loro Credit Policy Manual, in quegli anni, non solo indicava chi dovesse firmare ogni atto, ma anche chi lo dovesse fare in caso di assenza del primo. Questa era organizzazione. Posso raccontare senza problemi di riservatezza, perché sono passati vari decenni da allora e tutto sarà stato più volte cambiato.

Finalmente, si affrontano i flussi operativi e comunicativi, così come le procedure, le istruzioni, ecc.
Si intervistano le persone, si tenta di capire perché le cose si facciano in un certo modo, quali siano i problemi nascosti, quali le esigenze.
Occorre verificare che tutti gli aspetti siano chiari, prima di prendere decisioni in merito alle modifiche.
📌 Consiglio Fradèfra Insight: se l'azienda è piccola, queste fasi non vanno comunque saltate, al limite si riducono temporalmente. Non dare mai per scontato che non vi sia complessità.
Chi è il capo di chi? Quante volte, chiedendo ad una persona, mi sentivo rispondere "per questa cosa il capo è X, per quest'altra è Y...". A me stesso capitò di lavorare in un'azienda con due capi. Era impossibile andare avanti.
Quindi, un organigramma chiaro, con indicazione delle responsabilità di ogni nodo, un mansionario, ecc.
Il tutto nel manuale, come punto di riferimento ufficiale. Peraltro un buon manuale consente di ridurre i tempi di formazione del nuovo personale e di inserirlo molto meglio nei contesti aziendali.

Credere che l'organizzazione si mantenga da sé è spesso il motivo per cui si sgretola poco tempo dopo essere stata creata.
Un'organizzazione va controllata giorno per giorno. Persino per le pulizie, un'azienda organizzata usa checklist di esecuzione e controllo.
Servono criteri e parametri, che consentano a chi ne ha la responsabilità di intercettare inefficienze ed errori.
Spesso i parametri da controllare quotidianamente sono pochi, sono quelli strategici, ma è importante averli sottocchio facilmente.
Nel caso siano risultato di aggregazioni e calcoli su progressivi, a maggior ragione diventa importante che il tutto sia informatizzato.
Proprio sui pannelli mi arrivano richieste di consulenze ancora oggi, io le valuto sempre, ma solo ogni tanto fornisco una prestazione occasionale, se la cosa è in sintonia con la mia nuova vita.
📌 Ultima pillola: un buon pannello è la salvaguardia dell'organizzazione e quando ero io il direttore, badavo molto ad una sua buona progettazione, alla manutenzione ed all'adattamento alle mie nuove necessità.
Le persone vanno avanti, tutto cambia, muta, cresce, si evolve.
L'organizzazione non deve restare un atto scolpito nella pietra, deve evolvere con le persone ed i mercati. Continuamente lo dicevo alle persone a cui davo la mia consulenza manageriale.
"Quando l'evoluzione si ferma, l'organizzazione diventa una gabbia". La citazione è di Francesco de Francesco, che sarei io, ogni tanto m'invento qualcosa!